Serie TV simili a Breaking Bad che ogni fan dovrebbe vedere

Better Call Saul

Per chi ha apprezzato Breaking Bad, Better Call Saul rappresenta molto più di uno spin-off riuscito. È una serie che lavora per sottrazione, rallentando il ritmo e spostando il baricentro dal traffico di droga alla costruzione morale dei personaggi, ma senza mai perdere la tensione narrativa che aveva reso iconica la serie originale. Il legame con Breaking Bad è evidente sul piano dell’universo narrativo, ma ciò che rende Better Call Saul particolarmente adatta ai fan è la coerenza tematica. Anche qui il cuore del racconto è la trasformazione graduale di un uomo comune, Jimmy McGill, in qualcosa di profondamente diverso, attraverso una sequenza di scelte che appaiono inizialmente marginali, quasi giustificabili, e che solo col tempo rivelano il loro peso reale. Questo approccio richiama direttamente il percorso di Walter White, pur seguendo una direzione più ambigua e meno esplosiva.

Dal punto di vista del ritmo, la serie adotta una costruzione lenta e metodica. Non punta su colpi di scena continui o sulla spettacolarizzazione della violenza, ma su una tensione costante che nasce dall’attesa e dall’osservazione. Ogni dettaglio ha una funzione narrativa, ogni dialogo contribuisce a definire i rapporti di forza e le fragilità dei personaggi. È un tipo di scrittura che può risultare impegnativa, ma che premia lo spettatore attento, lo stesso tipo di pubblico che ha apprezzato la progressione narrativa di Breaking Bad più che la sua superficie action.

Un altro elemento centrale è la profondità dei personaggi secondari. Figure come Mike Ehrmantraut o Kim Wexler non sono semplici comprimari, ma veri pilastri narrativi, con archi evolutivi complessi e coerenti. In particolare Kim incarna uno dei temi più forti della serie: il conflitto tra etica personale e compromesso professionale, un tema che in Breaking Bad era declinato soprattutto sul piano familiare e qui trova una dimensione più intima e quotidiana. Better Call Saul può piacere ai fan di Breaking Bad proprio perché ne condivide l’anima, ma sceglie un linguaggio più riflessivo e meno immediato. Non chiede solo di essere guardata, ma di essere seguita con attenzione, episodio dopo episodio, come un lungo studio sul modo in cui le persone giustificano se stesse mentre cambiano.

Ozark

Ozark è spesso accostata a Breaking Bad per motivi superficiali, come il traffico di denaro illecito o la presenza di un protagonista coinvolto nel crimine organizzato, ma il legame più profondo tra le due serie è di natura tematica e strutturale. Anche qui il racconto ruota attorno a una famiglia apparentemente ordinaria che viene risucchiata in un sistema criminale più grande di lei, con conseguenze che si accumulano nel tempo e modificano radicalmente i rapporti interni. Marty Byrde non è un criminale per vocazione, così come Walter White non lo era all’inizio. È una persona competente, razionale, convinta di poter controllare la situazione grazie all’intelligenza e al calcolo. Proprio questa illusione di controllo è uno dei punti di contatto più forti con Breaking Bad, perché diventa progressivamente il motore della tragedia.

Il ritmo di Ozark è teso e cupo fin dall’inizio, ma non frenetico. La serie costruisce la suspense attraverso un senso costante di minaccia, più che tramite l’azione esplicita. Ogni decisione ha un impatto immediato e spesso irreversibile, e lo spettatore è chiamato a seguire una catena di eventi in cui non esistono vere vie di fuga. Questo approccio ricorda le stagioni centrali di Breaking Bad, quando il racconto smette di essere una scalata e diventa una lotta per la sopravvivenza. Non c’è l’euforia della conquista, ma il peso della gestione del potere e delle sue conseguenze.

Uno degli aspetti che può colpire maggiormente i fan di Breaking Bad è l’evoluzione dei personaggi femminili, in particolare Wendy Byrde. Se Skyler White rappresentava il punto di frizione tra vita domestica e attività criminale, Wendy incarna un passaggio ulteriore: da figura reattiva a soggetto attivo, capace di abbracciare il potere e usarlo. Questo spostamento rende Ozark interessante perché non replica semplicemente dinamiche già viste, ma le rielabora, mostrando come il crimine possa diventare una forma di affermazione personale oltre che di sopravvivenza. Dal punto di vista visivo e narrativo, la serie adotta uno stile freddo e oppimente, che rafforza il senso di isolamento dei personaggi. Non ci sono momenti di leggerezza o ironia come in Breaking Bad, ma una coerenza tonale che rende il racconto compatto e immersivo. Ozark può piacere ai fan di Breaking Bad perché condivide la stessa attenzione per le conseguenze delle scelte e per la lenta erosione dei confini morali, anche se lo fa con un linguaggio più cupo e meno spettacolare, privilegiando la tensione psicologica alla sorpresa.