Nino D'Angelo - Il Concerto 6.0

14 aprile 2018 Milano, Teatro Ciak

Gaetano D’Angelo nasce a San Pietro a Patierno, periferia di Napoli, nel 1957. Canta le prime canzoni napoletane insieme al nonno, grande appassionato di musica partenopea. Durante uno spettacolo amatoriale in parrocchia viene scoperto da un frate cappuccino che lo incita a continuare. Partecipa così ai primi concorsi per voci nuove e si fa un nome come cantante per matrimoni e feste di piazza. Nel 1976 riesce a raggranellare i soldi necessari ad incidere e stampare un 45 giri, “’A storia mia (‘O scippo)”, che vende porta a porta. Nasce poi l’idea di trarne una “sceneggiata” con lo stesso titolo: sarà la prima di un aserie, tutte ispirate ad altrettante canzoni (“L’onorevole”, “’E figli d’ ‘a carità”, “L’ultimo Natale ‘e papà mio”, “’A parturiente”). Agli inizi degli anni Ottanta avviene il debutto cinematografico con il film “Celebrità”, che sarà poi seguito da altre pellicole di grande successo popolare: “Lo studente”, “L’Ave Maria”, “Tradimento”, “Giuramento”. Nel 1981 incide “’Nu jeans e ‘na maglietta”, che – insieme al film omonimo – consacra la popolarità di Nino D’Angelo anche su base nazionale. Seguono altre pellicole di cassetta – “La discoteca”; “Uno scugnizzo a New York”, “Popcorn e patatine”, “L’ammiratrice”, “Fotoromanzo”, “Quel ragazzo della Curva B”, “La ragazza del metrò”, “Giuro che ti amo” – mentre D’Angelo continua a incidere canzoni nel filone “neomelodico napoletano” del quale è stato uno degli iniziatori. Nel 1986 partecipa al Festival di Sanremo con “Vai”. Nel 1991 decide per un cambio di direzione: rinuncia al caschetto biondo che era il suo marchio di fabbrica e inizia a proporre canzoni meno “facili” e sentimentali, La svolta artistica, segnata dall’album “Tiempo” (1993), ha costi pesanti in termini di vendite ma permette a Nino D’Angelo di guadagnare la stima dei critici e degli intellettuali. La regista Roberta Torre dirige il docufilm “La vita a volo d’angelo”, e poi commissiona al musicista la colonna sonora del film “Tano da morire”. Intanto D’Angelo lavora a una contaminazione fra canzone popolare e sonorità etniche, che si concretizza in album di spessore come STELLA ‘E MATINA. Poi debutta in teatro al Mercadante di Napoli con “Core pazzo”. Altri film commerciali, la conduzione del Dopofestival a Sanremo nel 1998, la partecipazione al Festival del 1999 con “Senza giacca e cravatta”, il debutto registico con il film “Aitanic” preludono al debutto teatrale che avviene con “L’ultimo scugnizzo” di Raffaele Viviani (con cui ottiene il Premio Gassman). Nel 2002 recita per Pupi Avati in “Il cuore altrove”. Altri due Festival di Sanremo, nel 2002 (con “Marì” e nel 2003 (con “’A storia ‘e nisciuno”), ancora teatro nel 2004 (con “Guappo di cartone”, sempre di Viviani) e poi la ripresa di “Core pazzo” in forma di musical preludono all’uscita di IL RAGU’ CON LA GUERRA (2005) e, nel 2007, di GIOIA NOVA. Nel 2009 torna al Festival di Sanremo con “Jammo Ja”, canzone in dialetto che sfrutta il nuovo chiacchierato regolamento. In contemporanea con la partecipazione al Festival esce l’album dallo stesso titolo.

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